#MYJUBILEE, il Giubileo in immagini e la partecipazione su Instagram

Da chiesadimilano.it

La fotografia d’autore è protagonista della mostra in motion #MyJubilee – Immagini del Mondo: un progetto di narrazione visiva dedicato ai temi universali del Giubileo Straordinario della Misericordia.

Suddivisa in cinque capitoli, con una durata di 12 minuti, #MyJubilee raccoglie più di 150 scatti di grande potenza, realizzati da 33 grandi fotografi dell’agenzia Magnum Photos, ma non solo.

Dal Congo al Pakistan, all’India, #MyJubilee è un viaggio, una lettura del presente e delle sue conseguenze sul futuro: un invito alla consapevolezza e alla riflessione, sollecitato dalla grande fotografia internazionale. Per un racconto diretto, coinvolgente, d’autore. Accanto al dolore, all’emarginazione, alle emergenze che piegano il mondo, c’è spazio anche per il coraggio, la speranza, il gesto di accoglienza, dal prendersi cura degli altri all’insegnamento.

I capitoli

Cura
«Amore non potrebbe mai essere una parola astratta…», Francesco
La solitudine è il male del XXI secolo: secondo uno studio della University of Chicago, ne soffre il 20% della popolazione mondiale. Non si tratta solo di una patologia figlia delle società più ricche e delle sue alienazioni. Dolore e solitudine sono generati anche, e soprattutto, dalla violenza e dai conflitti che infiammano le periferie del mondo. Guerre civili e povertà, secondo l’Unicef, rendono orfano un bambino ogni 15 secondi. A oggi, sono 168 milioni i minori ancora in attesa di una famiglia in cui crescere.
Muraglie
muraglie«Aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali», Francesco
Sul nostro pianeta 45 muri ancora oggi dividono città, popoli e nazioni. Sono muri che un’umanità sofferente cerca di attraversare anche a costo della vita, in cerca di un futuro diverso. Da un lato, muraglie visibili come quella, lunga più di 3.000 chilometri, tra India e Bangladesh. Dall’altro, muri più impalpabili, come quelli frutto di degenerazioni ideologiche e culturali, che sovente si rivelano più difficili da abbattere dei primi. Ne sono un esempio le discriminazioni di genere: secondo il World Food Program, infatti, se sul pianeta le donne avessero lo stesso accesso alle risorse agricole degli uomini, l’umanità conterebbe 150 milioni di esseri umani in meno che soffrono la fame. Tra le prime vittime di entrambe le muraglie, fisiche e culturali, come spesso accade, ci sono i più piccoli. Sul pianeta – fonte Unicef – un bambino su 9 vive in una zona di conflitto.
Accoglienza
«L’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta…», Francesco
L’ultimo Rapporto Immigrazione Caritas – Migrantes afferma che oggi nel mondo 232 milioni di persone vivono in un Paese diverso da quello di origine: nel 1990 erano 154 milioni. Europa e Asia – con il 62% del totale dei migranti mondiali – sono i continenti maggiormente coinvolti dai flussi migratori. Tra il 1990 e il 2010, l’Europa ha attratto, al netto dei rientri, 28 milioni di immigrati. All’inizio del 2013 ne contava 34,9 milioni, pari all’8,4% della popolazione.
Fame e sete
«Insieme possiamo spezzare la barriera dell’indifferenza», Francesco
Secondo l’Onu nel mondo 840 milioni di persone, in pratica una su otto, soffrono di malnutrizione. Il World Food Program stima in 100 milioni i bambini sottopeso, con picchi statistici nell’Africa Sub Sahariana, dove 1 bambino su 3 è sottoalimentato. Sempre secondo WFP con 3,2 miliardi di dollari si potrebbe dare un pasto prima delle lezioni a 66 milioni di bambini. L’umanità è divisa: l’11% della popolazione mondiale è denutrito; il 40% soffre del problema opposto. In Europa, Croce Rossa e Mezzaluna Rossa distribuiscono aiuti alimentari a 3,5 milioni di persone.
Insegnamento
«Ci sarà chiesto se saremo capaci di vincere l’ignoranza in cui vivono milioni di persone», Francesco
Ancora oggi, secondo l’Unesco, 781 milioni di persone – più di 1 su 10 del totale dell’umanità – non ha ricevuto alcun tipo di istruzione. 250 milioni di bambini non sanno leggere e scrivere. 121 milioni di bambini e adolescenti non frequentano nessun tipo di istituto scolastico. Anche in questo caso l’umanità appare divisa: a un estremo l’Africa Sub Sahariana, in cui il 79% dei ragazzi non ha accesso alla scuola, dall’altra Europa e Nord America, in cui questo dato scende all’11%. Secondo l’Unesco, uno stanziamento di 22 miliardi di dollari sarebbe sufficiente a garantire un’istruzione di qualità a tutti i bambini del mondo.

DOVE É VISIBILE

Dal 29 maggio, la mostra in motion #MyJubilee è ospite sui videowall e grandi schermi negli aeroporti di Milano Malpensa, Milano Linate e Bergamo Orio al Serio. Altre tappe in piazze, eventi e luoghi pubblici sono in via di programmazione nei prossimi mesi.

IL GIUBILEO SU INSTAGRAM

In parallelo alla mostra in motion, viene lanciata un’Instagram Call: un invito a condividere con una o più immagini la propria partecipazione all’anno giubilare. Obiettivo: un grande album collettivo a testimonianza dell’evento. Per partecipare basterà condividere le proprie immagini su Instagram con l’hashtag #MyJubillee. La call è realizzata in partnership con il settimanale Famiglia Cristiana.

I fotografi
A. Abbas, Christopher Anderson, Jacob Aue Sobol, Jonas Bendiksen, Michael Christopher Brown, Bieke Depoorter, Carolyn Drake, Thomas Dworzak, Nikos Economopoulos, Stuart Franklin, Bruce Gilden, Jim Goldberg, Richard Kalvar, Hiroji Kubota, Alex Majoli, Steve McCurry, Susan Meiselas, Lorenzo Meloni, Martin Parr, Paolo Pellegrin, Mark Power, Raghu Rai, Moises Saman, Alessandra Sanguinetti, Ferdinando Scianna, Jérôme Sessini, Alec Soth, Chris Steele-Perkins, Newsha Tavakolian, Larry Towell, Peter van Agtmael, Alex Webb, Patrick Zachmann.