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Arte e Storia

CHIESA DI SANTA MARIA DEL CARMINE  – MELEGNANO

 

planimetria numerata S. Maria del Carmine“Immagino sempre la Parrocchia come una comunità che, sotto il grande manto di Maria, cammina dietro a Gesù. Sarà lei a rivelarci i segreti del cuore di Cristo, a dirci che cosa attende Gesù da ciascuno di noi, a sostenerci quando ci sentiamo stanchi  e fragili ai richiami del mondo.

Maria non permetterà che il nostro passo ceda alla stanchezza e sarà ancora lei a consolare lacrime e dolori che spesso sono il nostro pane quotidiano. Maria è una strada breve ed invitante per seguire nel silenzio e nell’interiorità il cammino di Gesù. Inginocchiarci davanti a Maria e pregare, passando in rassegna le nostre vicende personali e quelle dei fratelli è momento di grande ristoro spirituale.

Prego perché la Madonna passi in ogni casa a portare la gioia del Vangelo”.

Don Giuseppe Pellegatta 1° parroco della parrocchia

 

LA MADONNA DEL CARMINE [cfr pianta n°1]

La statua lignea “Madonna con Bambino” è ubicata in una nicchia nell’altare maggiore della chiesa.

L’opera, del primo decennio del novecento di impostazione raffigurativa e con un intaglio tipico della Val Gardena, è stata realizzata dalla ditta Nardini di Milano, che probabilmente si forniva degli intagli da maestri della Val Gardena e su di essi realizzava la preparazione di lamine e superfici pittoriche.

In questa scultura Maria appare una figura dai lineamenti bellissimi e soavi, con lo sguardo orientato verso la gente; porta in braccio il figlio Gesù, e tiene in mano lo scapolare del Carmelo segno di appartenenza all’ordine Carmelitano.

 

I CARMELITANI: 400 ANNI DI TESTIMONIANZA EVANGELICA

“L’origine della chiesa di Santa Maria del Carmine va posta in relazione all’insediamento dei frati Carmelitani che arrivarono a Melegnano verso il 1393.

Le prime notizie documentate testimoniano la presenza di precedenti edifici per il culto: la “casa del pellegrino”, una chiesa dedicata a san Bartolomeo e successivamente un ospedale e una chiesa dedicata a santa Maria Maddalena.

I Carmelitani si stabilirono nel vecchio ospedale trasformato in convento e vi rimasero fino al 1771, quando dovettero lasciare a seguito delle imposizioni governative austriache.

La chiesa inizialmente destinata ad essere sconsacrata e venduta, fu affidata alla Parrocchia di San Giovanni Battista fino al 1965, anno di creazione della Parrocchia di Santa Maria del Carmine.

 

ARCHITETTURA

La chiesa oggi non si presenta come un organismo frutto di un progetto unitario, bensì come il risultato di una serie di ampliamenti e modifiche.

L’abside è la parte più antica e più autentica (architettura religiosa lombarda del quattrocento), mentre il campanile risale al XVI secolo.

Nei secoli la chiesa subì trasformazioni, adattamenti e restauri, non ultimi gli interventi del 1928/30, per interessamento di don Giuseppe Del Corno, che a proprie spese ne effettuò il restauro.

 

La facciata

La facciata realizzata con forma  “a capanna“, in mattoni a vista, si presenta con una finestra ad arco acuto sopra il portone d’ingresso, e con rosone circolare, copiando lo stile delle chiese romaniche del circondario.

Sulla facciata vennero anche poste delle ciotole in terracotta smaltata a indicare il carattere ospitale dei frati, e nelle parti intonacate rimaste attorno all’ingresso principale, furono dipinti due angeli che suonano la tromba e di cui, ancora oggi, si possono intravvedere le tracce.

Alla sinistra del portale, in corrispondenza delle cappelle laterali, si trova l’edicola in mattoni  dedicata alla Vergine Maria, aggiunta nel 1928. Essa ospita un busto in marmo di Candoglia della Madonna con Bambino dell’artista melegnanese Vitaliano Marchini (1888-1971). [n°2]

 

Sagrato

Il sagrato è delineato da otto colonnette di granito ed assume un significato simbolico nell’estendersi della chiesa verso l’esterno delle proprie mura: è l’aprirsi della comunità cristiana verso la città.

 

Campanile

Il campanile risale al XVI secolo e venne costruito in posizione anomala per dare la possibilità ai frati di suonare le campane direttamente dal coro. [n°3]  

 

Le decorazioni parietali  

Il ciclo degli affreschi delle pareti della chiesa  venne realizzato per iniziativa dei sacerdoti melegnanesi Giuseppe Del Corno e Giovanni Battista Sala e realizzati dal pittore Giovanni Garavaglia.

Il ciclo di raffigurazioni, nel suo insieme,  svolge il corso terreno della vita di un cristiano dal peccato originale con Adamo ed Eva e l’albero (sulla parete di ingresso), al giudizio universale (parete arco santo).

Nella parete di sinistra è rappresentata la vicenda del Purgatorio: dall’arrivo dell’anima paurosa e disorientata che, attraverso il perdono e l’abbraccio di pace, giunge integra e pura. all’atto finale di purgazione.

Nella parete di destra si svolge la Vicenda del Paradiso dove sono rappresentati figure di Santi: Santa Maddalena de Pazzi[n°4], San Giovanni della Croce[n°5], Santa Teresa d’Avila[n°6] (questi ultimi  fondatori dell’Ordine Carmelitano), San Bernardo[n°7].

 

Sui pilastri, tra le arcate che dividono la navata dalle cappelle, sono raffigurati:

a sinistra Davide vincitore su  Golia[ n°8], il profeta Elia[n°9], Mosè con le tavole della legge [n°10].

Figure simboliche di Gesù vincitore, profeta e divino legislatore.

 

A destra le donne dell’Antico Testamento: Giuditta che porta in trionfo la testa di Oloferne [n°11], Rachele che piange sui figli [n°12], la regina Ester che salva i Giudei dallo sterminio [n°13].

 

Cappelle laterali

Le cappelle laterali di sinistra sono dedicate a S. Antonio [n°14], all’Ecce Homo [n°15], a S.Giuseppe [n°16].

Quelle di destra alle Sante Gerosa e Capitanio [n°17], a S. Giovanni Bosco [n°18], a S.Teresa del Bambin Gesù [n°19].

Le decorazioni nelle cappelle riprendono temi dell’Antico Testamento o narrano della vita dei santi a cui la cappella è dedicata.

 

I dipinti

Notevoli due opere, San Mauro e Sant’Agata, olio su tela della metà del XVI secolo [n°20] e San Gerolamo, olio su tela del XVII secolo [n°21] entrambi di autori ignoti.

A destra del presbiterio si trova una Madonna col Bambino opera del pittore Rivetta. E’ un affresco recuperato a seguito della demolizione di un fabbricato [n°22].

 

Le sculture

Antonio da Padova, nella prima cappella a sinistra (XVII secolo). Provenienti dalla chiesa di S. Maria della Misericordia sono le sculture di San Giuseppe, ( XIX secolo) e  San Diego di Alcalà, collocato nella sacrestia della chiesa, (XVII secolo); L’Ecce Homo proveniente dalla soppressa chiesa delle suore Agostiniane di via Cavour, è opera di ignoto intagliatore melegnanese del sec. XVIII.

 

L’altare maggiore

E’ composto di elementi architettonici e decorativi di diverse epoche e provenienze. La parte inferiore è originaria dell’antica chiesa del Carmine mentre la parte soprastante è stata decorata con elementi provenienti dalla soppressa chiesa di S. Maria della Misericordia che sorgeva in zona S. Francesco, chiusa nel 1810.

 

In tempi più recenti, 2007/09, sono stati avviati interventi di restauro conservativo che hanno interessato non solo la chiesa, ma anche l’edificio dell’ex convento dei frati Carmelitani. Durante i lavori di recupero sono emerse tracce di affreschi settecenteschi nelle lunette del lato del chiostro oggi chiuso da vetrate e nel corridoio delle ex celle dei frati, oggi adibite a residenza del clero, cornici in cotto di un vecchio tabernacolo in una delle celle, e interessanti tracce dell’impianto architettonico medievale oggi non più leggibile.

La logica dell’intervento è stata quella di recuperare un bene prezioso strettamente connesso all’edificio della chiesa e costitutivo del nucleo più antico dell’intero complesso parrocchiale, che non appartiene solo alla Parrocchia, ma rappresenta una testimonianza storica per Melegnano.